Il bicarbonato sciolto in acqua ha un pH intorno a 8,3, e il capello ne ha uno intorno a 3,7: un risciacquo con acqua e bicarbonato è la cosa più alcalina che si possa mettere sui capelli senza andare in una tinta, e l'alcalinità solleva le squame, gonfia la fibra e la rende ruvida. È il meccanismo, ed è il contrario di quello che si cerca quando si cerca un rimedio naturale. Chi cerca acqua e bicarbonato per i capelli trova il metodo senza shampoo, con il bicarbonato che lava e l'aceto che chiude, e trova chi lo usa da anni e chi ha perso i capelli con la spazzola: qui si vede che cosa fa il bicarbonato, perché sembra funzionare, quando ha un uso e quando è un errore.

Acqua e bicarbonato per i capelli: che cosa fa un pH 8

La cuticola, lo strato di squame che riveste il capello, risponde all'acidità: in ambiente alcalino le cariche elettriche sulla superficie delle scaglie si respingono e le scaglie si alzano, la fibra assorbe più acqua e si gonfia, e il legame fra le squame e lo strato sotto si allenta. Maria Fernanda Gavazzoni Dias lo ha misurato nel 2014 sull'International Journal of Trichology: i prodotti con pH alto aumentano l'attrito fra i capelli, la carica elettrostatica e la rottura alla pettinatura. Il bicarbonato di sodio in acqua fa esattamente questo, a un pH più alto di quasi tutti gli shampoo, che stanno fra 5 e 7. La sua fama di detergente viene da due cose vere: è leggermente abrasivo, quindi meccanicamente porta via il sebo e i residui, e l'ambiente alcalino scioglie i grassi meglio di quello acido, come nel sapone. Il risultato è un capello che al primo lavaggio sembra pulitissimo, leggero e gonfio, perché lo è: sgrassato fino in fondo e con le squame aperte. Acqua e bicarbonato per i capelli dà quindi una pulizia vera al prezzo di una cuticola sollevata, e su acqua e bicarbonato per i capelli non c'è nessuno studio che ne misuri l'uso ripetuto, ma c'è la chimica del pH e l'esperienza di chi ha smesso.

Acqua e bicarbonato per i capelli: il metodo no poo e perché regge poco

Il metodo senza shampoo che ha reso famoso il bicarbonato prevede un cucchiaio in un bicchiere d'acqua, massaggiato sul cuoio capelluto, e poi un risciacquo con aceto diluito che riporta il pH in basso e richiude le squame. Il ragionamento è corretto per una volta: alcalino per aprire e pulire, acido per chiudere. Il problema è la ripetizione. Ogni ciclo apre e chiude la cuticola con un'escursione di pH di cinque punti, e le squame non sono una porta: a ogni sollevamento perdono un po' di aderenza, e dopo settimane restano aperte anche dopo l'aceto. Chi lo ha usato racconta la stessa curva, che le comunità in rete che lo praticavano hanno documentato negli anni Dieci: il primo mese capelli leggeri e volume, il secondo secchezza alle punte, dal terzo capelli che si spezzano sulla spazzola, e il ritorno allo shampoo. I capelli fini e grassi reggono di più, perché il sebo che il bicarbonato toglie era il problema; i ricci, i secchi e i decolorati crollano prima. Ne abbiamo messo a confronto gli effetti in limone, bicarbonato e argilla sui capelli grassi. Con acqua e bicarbonato per i capelli usati ogni settimana, il conto arriva in tre mesi. E acqua e bicarbonato per i capelli sul cuoio capelluto, con il pH 8 e l'abrasione, secca la pelle e la fa desquamare, che in rete viene scambiato per forfora e trattato con altro bicarbonato.

L'unico uso che ha senso

Acqua e bicarbonato per i capelli ha un solo lavoro che fa bene: togliere in una volta l'accumulo di prodotti, siliconi, lacche, cere e oli, che gli shampoo delicati non portano via. Un cucchiaino in mezzo litro di acqua tiepida, massaggiato sulle lunghezze e non sulla pelle, un minuto, sciacquato bene, seguito subito dal risciacquo con un cucchiaio di aceto in un litro e poi dal balsamo. Una volta al mese, non di più, e solo su capelli sani. È quello che fa uno shampoo chiarificante, con lo stesso pH alto e la stessa regola: raramente, e con l'acido dopo. Sui capelli tinti il bicarbonato sbiadisce il colore, e sui capelli decolorati lo fa virare al giallo, quindi lì non si usa nemmeno una volta. Non va mai mescolato allo shampoo, perché l'alcalinità del bicarbonato somma la sua a quella del detergente. Chi ha i capelli grassi e cerca un lavaggio più profondo trova nell'argilla verde un'alternativa con un pH più vicino al neutro, che assorbe il sebo senza aprire le squame, e nello shampoo chiarificante quella con la dose già misurata.

Quello che si legge e non regge

Su acqua e bicarbonato per i capelli le frasi che non reggono sono cinque. Si legge che il bicarbonato è delicato perché è naturale: il pH non sa da dove viene, e 8,3 è alcalino qualunque sia l'origine. Si legge che schiarisce i capelli: li opacizza e li rende gialli, che al sole può sembrare più chiaro. Si legge che con l'aceto dopo il danno si annulla: l'aceto stende le squame che sono ancora attaccate, non riattacca quelle che si sono allentate. Si legge che è un rimedio per la forfora: la desquamazione che produce è il contrario del rimedio. E si legge che i capelli si abituano dopo un mese: quello che si vede dopo un mese è la cuticola che ha smesso di chiudersi.

La risposta in una riga

Un cucchiaino in mezzo litro, sulle lunghezze, una volta al mese, seguito dall'aceto, per togliere l'accumulo di prodotti: questo è tutto l'uso sensato. Acqua e bicarbonato per i capelli è un pH 8 su una fibra che vive a 3,7, e la settimana in cui sembra funzionare è quella in cui sta aprendo le squame.