L'acqua di riso lasciata sui capelli non nutre niente: deposita amido, e l'amido è uno strato che si appoggia sulla fibra, la irrigidisce, aumenta il volume e riduce la scivolosità, finché il lavaggio successivo non lo porta via. È lo stesso principio della fecola nei tessuti inamidati, ed è il motivo per cui i capelli dopo l'acqua di riso sembrano più corposi. Chi cerca acqua di riso e amido sui capelli trova la storia delle donne Yao della Cina, con i capelli lunghi due metri, e uno studio giapponese che si cita ovunque: qui si vede che cosa dicono, che cosa fa l'amido davvero, per quali capelli è un vantaggio e per quali un problema, e come si prepara senza che fermenti troppo.

Acqua di riso e amido sui capelli: che cosa c'è nell'acqua

L'acqua in cui il riso è stato sciacquato o messo a bagno contiene amido in sospensione, una parte delle proteine del chicco, tracce di vitamine del gruppo B e di minerali, e inositolo, uno zucchero ciclico che il riso ha in quantità. Lo studio che tutti citano è del 2010: un gruppo di ricercatori giapponesi, legati a un produttore di cosmetici, pubblicò sul Journal of Cosmetic Chemists of Japan che un estratto di acqua di riso riduceva l'attrito superficiale dei capelli e ne aumentava l'elasticità in laboratorio, attribuendo l'effetto all'inositolo che resta sulla fibra dopo il risciacquo. Lo studio è piccolo, misura ciocche e non teste, ed è finanziato da chi vende il prodotto, e va letto così. Su acqua di riso e amido sui capelli non esiste uno studio clinico che misuri crescita, caduta o spessore in persone che la usano, e chi dà numeri li inventa. Quello che si può dire è la fisica dell'amido: le sue molecole si depositano sulla cuticola, lo strato di squame che riveste il capello, riempiono gli spazi fra le squame e formano una pellicola che asciugando diventa rigida. Per acqua di riso e amido sui capelli il risultato immediato è quello: capelli più pieni al tatto, più facili da acconciare, meno lucidi, e un po' più rigidi.

Acqua di riso e amido sui capelli: a chi conviene e a chi no

La pellicola di amido fa bene ai capelli fini, lisci e senza corpo, che con uno strato in più sembrano il doppio e tengono la piega; e ai capelli sani che vogliono volume. Fa male, o meglio fa un lavoro sbagliato, sui capelli già secchi, ricci o decolorati: l'amido non idrata, è un solido, e su una fibra porosa si accumula, la irrigidisce e la rende fragile e opaca, con l'effetto che in rete chiamano sovraccarico di proteine e che è in realtà sovraccarico di amido. Sui capelli grassi la pellicola trattiene il sebo e dopo un giorno i capelli sembrano sporchi. La storia delle donne Yao del villaggio di Huangluo, nel Guangxi, che sciacquano i capelli con acqua di riso fermentata e li portano lunghi fino a terra, è vera ed è nel registro dei primati cinesi, ma nessuno ha separato l'effetto del riso da quello di una vita senza tinte, senza phon e senza tagli. Chi si chiede se acqua di riso e amido sui capelli facciano crescere trova la stessa risposta che abbiamo dato per l'acqua al rosmarino: la crescita avviene nel follicolo, sotto la pelle, e nessun risciacquo ci arriva. Acqua di riso e amido sui capelli è quindi un trattamento di superficie, buono per il volume e per la maneggevolezza, e la scelta dipende dal capello che si ha.

Come si prepara e come si usa

Per provare acqua di riso e amido sui capelli servono mezzo bicchiere di riso, sciacquato una volta per togliere la polvere, si lascia in due bicchieri di acqua a temperatura ambiente per mezz'ora, mescolando ogni tanto; l'acqua diventa lattiginosa e si filtra. Usata così, ha un pH neutro. Lasciata coperta a temperatura ambiente per uno o due giorni fermenta: i batteri lattici abbassano il pH intorno a 4, che è la stessa acidità di un risciacquo con l'aceto, e l'odore diventa acido; è la versione delle donne Yao, e va diluita a metà con acqua prima dell'uso. Oltre i due giorni l'odore diventa sgradevole e va buttata. Si applica dopo lo shampoo, sui capelli bagnati e tamponati, lasciata dieci minuti e sciacquata con acqua; non lasciata in posa senza risciacquo, perché l'amido secco si vede. Una volta a settimana per i capelli fini, una volta al mese o mai per i secchi e i ricci. In frigorifero si tiene una settimana, in un barattolo chiuso, e prima di usarla va agitata perché l'amido si deposita sul fondo. Sui capelli lunghi serve un litro, sui corti basta un bicchiere, e l'acqua che avanza va bene anche per le mani, dove lascia la stessa sensazione di pelle tesa.

Quello che si legge e non regge

Su acqua di riso e amido sui capelli circolano tre affermazioni senza studi. Si legge che l'acqua di riso ripara i capelli danneggiati con le proteine: le proteine del riso sono troppo grandi per entrare nella fibra e restano in superficie con l'amido, finché il lavaggio le toglie. Si legge che la vitamina B dell'acqua di riso nutre il bulbo: il bulbo sta sotto la pelle e non riceve niente da un risciacquo. Si legge che l'acqua di riso fermentata ha più effetto perché contiene più sostanze: ha lo stesso amido e un pH più basso, e l'effetto in più è quello del risciacquo acido, che si ottiene anche con l'aceto. Nessuna di queste affermazioni ha uno studio dietro.

La risposta in una riga

L'amido si appoggia sul capello e lo rende più pieno, più rigido e meno lucido fino al lavaggio dopo; conviene ai capelli fini e lisci, non ai secchi, ai ricci e ai decolorati. Acqua di riso e amido sui capelli è un trattamento di volume, non di crescita, e lo studio del 2010 che lo sostiene misura ciocche in laboratorio.